Dizionario filosofico, Voltaire

7 Aprile 2020 gestione 0 Comments

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Pubblicato per la prima volta nel 1764 in forma anonima dallo scrittore francese.

Inizia con un’introduzione di Voltaire che pronuncia “Abbiamo cercato di unire l’utile al dilettevole, non avendo altro merito né altra parte in quest’opera che la scelta.Le persone di ogni ceto troveranno di che istruirsi divertendosi. Questo libro non esige una lettura conseguente; ma, in qualsiasi punto lo si apra, si trova di che riflettere. I libri più utili sono quelli di cui una metà è fatta dagli stessi lettori: essi ampliano i pensieri dei quali viene loro presentato il germe; correggono ciò che sembra loro debole.
Soltanto dalle persone illuminate può essere letto questo libro: l’uomo volgare non è fatto per simili conoscenze; la filosofia non sarà mai suo retaggio. Chi afferma che ci sono verità che devono essere nascoste al popolo non può in alcun modo allarmarsi; il popolo non legge affatto; lavora sei giorni la settimana e il settimo va al cabaret. In una parola, le opere di filosofia non sono fatte per i filosofi, e ogni uomo onesto deve cercare di essere filosofo, senza vantarsi di esserlo.”

Dizionario sui generis, poche parole descritte in modo ironico, molto spesso critico nei confronti della mentalità comune. Lineare con il pensiero di Voltaire critico e razione, un disilluso lo definiremmo oggi.

Per gli ossessionati dalla letteratura è nettare a cui attingere.
Lo stile è fluido, il linguaggio è spesso ironico. Lascia decisamente spazio al lettore.
Incredibile rivisitazione del gergo comune in chiave moderna e illuminata.

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