I fiori del male, Charles Baudelaire

9 Marzo 2020 gestione 0 Comments

Spread the love

T. S. Eliot lo definisce “il più grande capolavoro di poesia moderna in qualsiasi lingua”.

La prima edizione fu pubblicata nel Giugno del 1857, ma fu accolta negativamente nella critica.
Ancora oggi Baudelaire si ricorda come il “poeta maledetto“, simbolo del Decadentismo, a causa del suo nuovo modo di fare poesia, versi liberi e linguaggio allusivo.

Analisi della psiche umana nella sua più profonda versione.
Il Tormento, la Noia, la Dissolutezza, l’Amore, non sono più semplici stati d’animo, semplici analisi della sensibilità e della coscienza. Sono i demoni contro cui la natura umana è spinta a combattere e solo coloro che sembra vi soccombano ne sanno parlare.

Il libro inizia con la nascita del poeta, tra le grida di dolore della madre dovute alla consapevolezza di aver messo al mondo un essere esimio, destinato alla sofferenza più atroce, alla solitudine e all’umiliazione.

Eppure, se pur scoraggiante come breve introduzione, questo poema è molto di più. E’ la consapevolezza della propria natura nella più bella e completa forma che sia mai stata scritta.

Non dimentichiamo la potenza della poesia e la leggerezza con cui apparentemente tutto questo viene affrontato. E’ proprio infatti nella sua versione in lingua originale che si coglie l’immensità del capolavoro, nelle sue rime e nella sua completezza.

Personalmente trovo stupefacente l’Hymne à la beauté, di cui su litteratureaudio.com è possibile ascoltare la bellissima lettura in lingua originale.

Consiglio questo libro a tutti i lupi solitari, che sanno davvero cosa vuol dire sentire.

Disponibile su laFeltrinelli.

Se ti è piaciuto davvero prova anche: Il libro dell’inquietudine.

Leave a Reply:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *