Luther Blisset, Q

9 Marzo 2018 gestione 0 Comments

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Luther Blisser, Q.

Scrittura intensa, periodi brevi, un vortice di parole che ti trascina in un’altra epoca.

E’ il 1555 a Costantinopoli ed un eretico dai mille nomi racconta la sua storia attraverso la lettura del diario del suo più grande nemico, Q, ricreando un mondo che pensavamo troppo bene di conoscere. Pagina dopo pagina i sensi si acuiscono, gli occhi cominciano a vedere, le orecchie a percepire.

Quarant’anni di lotte che hanno sconvolto l’Europa.

L’odore della terra bagnata, l’umidità sulla pelle, il sapore del sangue. Ogni cosa rimane indelebile.

E’ una guerra lunga e logorante che si combatte ogni giorno, il campo di battaglia è il mondo e la vita stessa è un’ode alla rivoluzione.

Questo capolavoro è spirito liberale, lealtà e coraggio; ma è anche sconfitta e pentimento.

Non riesco a darti un volto, sei come un’ombra, uno spettro che scivola al margine degli eventi e aspetta al buio. Sei il mendicante che chiede l’elemosina nel vicolo ed il grasso mercante che alloggia nella stanza accanto. Sei quella giovane puttana e lo sbirro che mi bracca dappresso. Tutti e nessuno, la tua razza è venuta al mondo con Adamo: sfortuna e Iddio avverso. L’esercito che ci aspettava dietro quelle colline. Qoèlet, l’Ecclesiale. Il profeta di sventura.

Luther Blisset è uno pseudonimo collettivo utilizzato da un numero imprecisato di attivisti degli anni Novanta, divenuto celebre con la pubblicazione del libro Q nel 1999. Gli autori si sono ribattezzati Wu Ming (dal cinese “Anonimo”) e sono tuttora attivi in un dei blog che personalmente trovo uno dei più interessanti al momento, Giap, visitabile anche tramite la mia home page.

 

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